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Sono stati pubblicati gli atti del Convegno Nazionale di Modena, svolto in collaborazione con CNIS, Memo Multicentro educativo "Sergio Neri"del comune di Modena, il Settore di Neuropsichiatria Infanzia e Adolescenza dell'Azienda USL di Modena, l'Assessorato all'Istruzione e Formazione Professionale della Provincia di Modena. I due volumi dal titolo Esperienze e ricerche sull'integrazione scolastica e sociale. Volume primo - Rassegne e ricerche. Volume secondo - Esperienze di abilitazione e integrazione sono a cura di Renzo Vianello, Mauro Mariotti e Mauro Serra e sono editi da Edizioni Junior. . Indice vol. I° Rassegne e ricerche
Presentazione di Adriana Querzè..................................................................................................................3
Introduzione .........................................................................................................................7
Individuazione dei fattori di efficacia dell’integrazione scolastica nella percezione del sistema curante famiglia/classe/operatori dei servizi Mauro Mariotti ..................................................................................................................12 Esperienze e ricerche sull’integrazione: deficit o surplus rispetto all’età mentale? Renzo Vianello ...................................................................................................................21
Profili cognitivi e adattivi in minori con sindrome di Cornelia de Lange Giulia Fiori, Silvia Lanfranchi, Elena Moalli e Renzo Vianello......................................................... 27
Profilo motivazionale nella sindrome di Prader-Willi: analisi di un caso Marianna Alesi, Gaetano Rappo e Annamaria Pepi..................................................................... 38
La valutazione cognitiva nei disturbi dello spettro autistico: studio dei profili ottenuti con differenti scale psicometriche (WISC-R, Leiter-R, Leiter). Roberto Padovani e Milena Gibertoni...................................................................................... 45
Insegnamento di scienze e storia in classi con integrazione scolastica: didattica differenziale e cooperativa Thomas E. Scruggs, trad. a cura di Giulia Balboni ................................................................... 54
Lo sviluppo dell’intelligenza numerica. Ipotesi e modelli interpretativi Daniela Lucangeli............................................................................................................... 65
Illustrazione di un training relativo allo sviluppo dell’abilità di soluzione dei problemi aritmetici Maria Chiara Passolunghi..................................................................................................... 78
La famiglia come risorsa Santo Di Nuovo ................................................................................................................ 86
Nuove prospettive nei rapporti con le famiglie e gli insegnanti: la teleassistenza Serafino Buono, Santina Città e Danila Polizzi ......................................................................... 95
Contributo alla standardizzazione della revisione del test OLC Operazioni Logiche e Conservazione Lorena Quaggia, Silvia Lanfranchi, Maria Laura Marin, Elena Moalli e Renzo Vianello ............................................................................................. 100 ..
TAP-D: Test delle abilità prassiche nella disabilità Gianna Friso ................................................................................................................... 114
In che modo i ragazzi si rappresentano la disabilità? Il disegno come strumento per studiare l’integrazione scolastica Simona de Falco, Giulia Balboni, Paola Venuti ........................................................................ 121
I predittori di una buona partecipazione scolastica nei bambini Silvia Guarnieri e Franca Tani ............................................................................................ 128
L’integrazione del bambino malato di leucemia Marta Tremolada e Giovanna Axia....................................................................................... 136
L’apprendimento iniziale dell’italiano L2. L’acquisizione del lessico: il caso di un bambino cinese Daniela Beatrici e Lerida Cisotto .........................................................................................142
“I sottomarini lo sanno”. Racconti dialogati alla scoperta della mente Lerida Cisotto e Enrica Polato ............................................................................................152
Il tutor tra scuola e famiglia: aspetti psicologici e professionali. Una ricerca in due città dell’Emilia-Romagna Marco Franchini ............................................................................................................. 163
La tautologia dell’intelligenza Andrea Canevaro ............................................................................................................. 193
Il Progetto di vita come orizzonte di senso per l’educazione. Proposta di un modello componenziale di sviluppo Ferruccio Bianchi e Patrizia Farello ...................................................................................... 203 . Indice vol.II° - Esperienze di abilitazione ed integrazione Introduzione....................................................................................................................... 3
I quaderni della Fa.Ce.: strumenti e approccio metodologico Carlo Vasconi e Mario C. Lanzafame ...................................................................................... 8
Funzioni adattive e ritardo mentale: un’esperienza di riabilitazione di gruppo nella prima infanzia Veronica Ronchetti, Rita Mari, Milena Natali, Grete Pozzetti, Rita Tassi ........................................ 12
I disturbi specifici dell’apprendimento: esperienza di lavoro di gruppi con bambini in età scolare. Diagnosi, trattamento e verifica dei risultati Laura Redeghieri e Elisa Tomei ............................................................................................ 17
Ricerche ed esperienze di integrazione di minori con deficit uditivo Elisabetta Genovese .......................................................................................................... 21
Le persone sordocieche e la comunicazione Patrizia Ceccarani ............................................................................................................. 25
Il bilinguismo nei bambini sordi profondi. Esperienza riabilitativa di una bambina affetta da sordità congenita di tipo profondo Alessandra Luppi e Monica Pavarotti ...................................................................................... 31
Presentazione della attività del centro giochi LudoLIS Simona Vaccari ................................................................................................................. 40
“Medicina basata sulle narrazioni”: le prospettive di applicazione alla condizione di disabilità Ciro Ruggerini, Annamaria Dalla Vecchia, Enrico Pupulin, Stefania Vicini e Federica Vezzosi ......................................................................................... 43 . Epistemologia post-razionalista e narrazione di storie di vita: i primi risultati di una proposta metodologica Federica Vezzosi, Ciro Ruggerini, Annamaria Dalla Vecchia, Furio Lambruschi e Stefania Vicini .........................................................................................50
La narrazione dei pazienti come indice della qualità dell’assistenza Andrea Fontana e Francesca Fontana .................................................................................... 58
La funzione organizzatrice dei documenti clinici: prime esperienze di applicazione del sistema di diagnosi e classificazione dell’Associazione Americana del Ritardo Mentale (AAMR, 2002) Greta Gorrieri, Simona Pedrazzi, Camillo Valgimigli e Ciro Ruggerini ...............................................60
Il potere della narrazione clinica: come si costruisce artificiosamente una “disabilità cognitiva lieve” Francesca Villanti, Ciro Ruggerini, Stefania Vicini e Daniele Frattini .............................................. 66
La richiesta di qualità dell’intero sistema scolastico. L’integrazione e la presenza “normale” degli alunni con sindrome Down Andrea Canevaro ............................................................................................................... 72
Confronto quali-quantitativo sull’integrazione scolastica: dati europei, nazionali, regionali, provinciali Chiara Brescianini .............................................................................................................. 83
Scrivi Bravo. Documentazione educativa di scuola primaria Paola Barbieri, Anna Maria Brenna, Laura D’Ostuni, Ilaria Ferini, Davide Chiappelli, Carolina De Carolis, Marzia Lotta. e Lucia Onfiani ............................................. 91
L’abilità silenziosa Giovanni Maffullo .............................................................................................................. 119
Integrazione di un bambino disabile nel nido d’infanzia Cristiana Sbreghi, Grazia Bosi, Ivana Fraulini, Silvia Bettelli e Simona Cristoni ............................... 127
Esperienza di integrazione nella scuola dell’infanzia Luisa De Angelis ............................................................................................................... 133
Interventi educativi rivolti a ragazzi pre-adolescenti. Il centro Hip-Hop Up-Prendo Chiara Buzzega ................................................................................................................ 136
Difficoltà di lettura nei primi anni di scuola primaria: quando la riabilitazione precede la diagnosi Roberta Donini e Federica Brembati ..................................................................................... 140 Teatro in inglese: teoriche e utilizzo di un approccio comunicativo per facilitare l’acquisizione della Lingua Straniera in alunni con Disturbo Specifico di Apprendimento Giulia Lampugnani e Nuccia De Toma ................................................................................... 145
L’accoglienza di alunni “speciali” pone il sistema scolastico in un’ottica di cambiamento, quindi di crescita Cristina Monzani ............................................................................................................... 155
Accoglienza e riorientamento in itinere Valeria Alessio ................................................................................................................. 162
La partecipazione degli studenti al processo di integrazione scolastica Maria Assunta Barbieri ....................................................................................................... 166
Insieme a scuola: uno stop efficace al bullismo Paola Bellandi ................................................................................................................... 171
Le opere d’arte come modalità di sviluppo delle abilità visospaziali in alunni con ritardo mentale. Riflessioni e proposte operative alla luce delle esperienze di tirocinio diretto Maria Chiara Calabria ........................................................................................................ 179
Un avventuroso viaggio alla scoperta di sé Anna Ranieri .................................................................................................................... 190
Fiabe e favole nella prassi didattica inclusiva. Strategie per un’azione educativo-didattica di qualità finalizzata all’integrazione scolastica di alunni disabili Giuseppina Nicolosi ........................................................................................................... 196
Laboratorio narrativo. Sviluppo dell’identità e delle competenze relazionali attraverso le storie e il gruppo Vanessa Bozuffi ............................................................................................................... 202
Diversabilità Egle Saltini ...................................................................................................................... 213
Il tutor universitario nell’università degli Studi di Modena e Reggio Emilia Giovanna Gavioli e Giacomo Guaraldi .................................................................................... 221
Inserimento lavorativo dei disabili Giovanna Gavioli e Giacomo Guaraldi .................................................................................... 225 Immagini di integrazione. Filmato a cura dell’Istituto Professionale Statale per i servizi Alberghieri e della Ristorazione di Cervia-Ravenna Bettina Bezzi e Giorgio Masotti ............................................................................................ 228
Analisi di un percorso di transizione: da studente a lavoratore; dalla scuola all’azienda Silvia Giuliano, Massimo Montorsi, Manuela Cocchi e Aantonella Scurani ...................................... 232
Progetto: Documentare la propria storia Francesco Ganzaroli e Alessandro Venturini ........................................................................... 242
I musei naturalistici dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia: prospettive per la visitabilità da parte delle persone disabili Alessandro Vescogni, Giacomo Guaraldi e Giovanna Gavioli ....................................................... 246
Formazione alla vita indipendente: progetto rivolto a ragazzi e giovani adulti con sindrome di Down Silvia Moniga, Francesca Beschi e Monica Maran .................................................................... 249
Presentazione Lo scorso 13 dicembre 2006, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato, in via definitiva, la Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità, primo trattato sui diritti umani del ventunesimo secolo. È un traguardo “storico” che ha registrato le convergenze dei governi e delle maggiori associazioni di persone con disabilità che, nel mondo, sono 650 milioni concentrate per l’80% nei paesi poveri. La Comunità internazionale ha raggiunto un obiettivo di grande rilevanza se pensiamo che, fino ad oggi, non disponeva di uno strumento internazionale vincolante per gli Stati, a parte le regole standard dell’O.N.U. sulla disabilità del 1993 che, seppur riconosciute a livello internazionale come riferimento primario per le politiche della disabilità, si fondano su principi ispiratori non cogenti. La prossima tappa sarà l’entrata in vigore della Convenzione che diventerà operativa soltanto dopo che almeno 20 Paesi l’avranno fatta propria. È lo stesso percorso seguito dalla Convenzione sui diritti dell’infanzia che, attualmente, è il trattato sui diritti umani maggiormente ratificato: è stato infatti sottoscritto da tutti gli Stati, con la sola eccezione di Somalia e Stati Uniti. L’applicazione della Convenzione, corrisponderà a una duplice categoria di impegni: l’adozione di leggi che proibiscano discriminazioni basate su qualsiasi forma di disabilità e l’eliminazione dalle legislazioni nazionali di ogni norma discriminatoria. I governi firmatari, inoltre, dovranno combattere attivamente stereotipi e pregiudizi, valorizzando il ruolo e il contributo dei cittadini disabili. Si tratta di un impegno consistente, se pensiamo che solo 45 Stati hanno legislazioni specifiche in materia di disabilità. Per la Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità il percorso di ratifica non sarà semplice: gli Stati Uniti, ad esempio, hanno già dichiarato di avere “una legislazione completa ed efficiente”, Lo Stato del Vaticano ha reso nota la propria indisponibilità a ratificare la Convenzione per i riferimenti in essa contenuti alla “salute sessuale e riproduttiva”: la Santa Sede si oppone infatti all’inclusione nel testo di questa espressione perché ritiene che essa rimandi alle questioni connesse all’aborto e, più in generale, ai temi del diritto alla vita. Il governo italiano, attraverso un comunicato ufficiale del Ministero degli Esteri ha espresso piena soddisfazione per lo storico traguardo raggiunto: “Il completamento dei lavori preparatori del testo di Convenzione è un importante risultato, che corona un lavoro di quattro anni nel quale il nostro Paese è stato attivamente e continuativamente coinvolto dopo essere stato tra i primi a proporre una bozza di Convenzione già negli anni ‘80. Tra gli elementi più rilevanti che l’Italia ha contribuito a far risaltare nel testo, vanno ricordati la definizione di disabilità, il ruolo della famiglia e il ruolo della cooperazione internazionale”. La Convenzione quindi attraversa molti ambiti di assoluta delicatezza, ed è facile prevederne un percorso accidentato; tuttavia essa solleciterà interventi legislativi per tutti i Paesi che, a differenza dell’Italia, non dispongono di una normativa avanzata in materia. Il testo, inoltre, costituirà un fondamentale punto di partenza per approfondire la discussione internazionale e per aprire, al contempo, un canale di comunicazione fra Stati con percorsi storici, azioni, pratiche e assetti culturali molto differenziati in tema di integrazione. La ricchezza e profondità del dibattito credo dimostrerà, se ancora ce ne fosse bisogno, che la disabilità è tema etico e valoriale, medico e filosofico, politico ed economico, sociale e civile sul quale si misurano civiltà dei popoli ed “umanizzazione” delle scelte politiche. Lo stesso motto in testa alla Convenzione: nothing about us, without us - nulla che ci riguarda sia deciso senza di noi - apre ad orizzonti complessi, impone culture integrate e pratiche partecipative e inclusive che sappiano superare pregiudizi ma anche inutili ipocrisie. Scorrendo il documento si evidenzia come la Convenzione non sia tanto orientata ad introdurre nuovi diritti o diritti speciali per le persone con disabilità, quanto piuttosto proibisca qualsiasi forma di discriminazione, in ogni settore della vita sociale. Si vuole infatti evitare “ogni forma di distinzione, esclusione o restrizione sulla base della disabilità che abbia lo scopo o l’ effetto di compromettere o annullare il riconoscimento, il godimento o l’ esercizio, allo stesso livello degli altri, di tutti i diritti umani e le libertà fondamentali nei settori politico, economico, sociale, culturale, civile e in ogni altro ambito”. Un’attenzione particolare è rivolta alla tutela delle donne e dei bambini disabili tenuto conto della condizione di particolare vulnerabilità e del rischio concreto di essere sottoposti a forme di discriminazione multipla. Numerosi altri articoli stabiliscono poi i doveri degli Stati rispetto alla sensibilizzazione della cittadinanza, alla promozione dell’accessibilità e delle pari opportunità nei settori della giustizia, della sicurezza, della promozione della libertà. Possiamo ritrovare un riconoscimento al ruolo fondamentale della famiglia purché questa non vada a danno delle stesse persone con disabilità: “gli Stati assicureranno che le leggi nazionali, gli usi e le tradizioni relativi al matrimonio, alla famiglia e alle relazioni personali non discriminino le persone con disabilità”. In tema di istruzione, prevedendo quanto già accade in Italia, gli Stati dovranno impegnarsi ad “assicurare un sistema inclusivo a tutti i livelli e l’apprendimento a lungo termine”, assicurando che “le persone disabili non siano escluse dal sistema generale d’istruzione sulla base della disabilità stessa e che i bambini disabili non siano esclusi dalla scuola primaria gratuita e obbligatoria”. Pari diritti e pari opportunità dovranno poi essere garantiti nel settore sanitario e lavorativo, culturale e sportivo. In Italia molto è stato fatto per l’integrazione delle persone con disabilità e sicuramente parte dei diritti affermati dalla Convenzione sono affermati ed in molte situazioni possono ritenersi effettivamente esigibili. Ma nessun diritto può dirsi raggiunto completamente e una volta per tutte e c’è molta strada ancora da percorrere. Credo che le riflessioni, le ricerche, le esperienze presentate in questo volume, pur affrontando nella maggior parte dei casi, temi settoriali e specifici, facciano bene trasparire la loro collocazione nell’orizzonte di senso dei contenuti della Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità. Nell’ambito di questo orizzonte ci hanno collocato trent’anni di pratica di integrazione, guidata da una legislazione particolarmente innovativa. In questo senso il volume rappresenta un contributo alla riflessione e, di conseguenza, alla azione di insegnanti ed operatori che quotidianamente si confrontano con l’integrazione e dovranno confrontarsi sempre di più con la sfida del diritto allo studio inteso, anche per gli studenti con disabilità, come diritto al successo formativo. Il progetto di vita è ciò che sempre di più guida le scelte prima scolastiche e poi lavorative dei ragazzi con disabilità ed in questo contesto continuità ed orientamento dovranno essere gli assi strategici da mettere in campo in modo non formale o ritualistico. La durata della scolarità dei ragazzi disabili nella scuola di tutti aumenta e sempre più spesso accade che studenti disabili raggiungano titoli di studio universitari: le scuole e gli atenei dovranno attrezzarsi rispetto agli spazi fisici, alle risorse umane, alle strumentazioni materiali e soprattutto culturali che dovranno realizzare questa vita scolastica lunga dei ragazzi con disabilità. Le famiglie si sono convinte della opportunità di percorsi scolastici completi e adeguati e stanno imparando come ottenerli, seppur fra difficoltà quali la scarsità di personale di sostegno, o i pregiudizi e le inadeguatezze professionali sui quali occorrerà ancora lavorare. I soggetti che a diverso titolo lavorano intorno ai percorsi di integrazione scolastica e lavorativa, debbono quotidianamente constatare che i processi funzionano se famiglia, scuola, servizi di neuropsichiatria, enti locali riescono ad assumere culturalmente e a praticare nella quotidianità approcci sistemici ed integrati nell’assunzione in carico dei problemi, abbandonando la pratica della delega e costruendo la cultura della condivisione e della gestione integrata, pur nel rispetto delle specificità di ciascuno. Ed infine credo che i contributi raccolti nel volume, e lo sfondo nel quale essi si collocano, ci ripropongano una riflessione antica ma sempre attuale: ogni persona con disabilità è prima di tutto, una persona quindi ha diritto a non essere identificata, percepita o “trattata” attraverso il suo deficit, la sua minorazione, la sua malformazione. La persona con disabilità non ha diritti speciali, né tanto meno diritti minori; ha i diritti di tutti a crescere, vivere le relazioni, apprendere e lavorare secondo le sue possibilità. Perché ciò possa accadere occorre modificare gli occhiali con cui guardiamo queste persone: dovremo infatti utilizzare lenti in grado di farci vedere, oltre ai deficit, le risorse residue e dovremo affinare culture e pratiche capaci di dare a queste risorse un fertile terreno di crescita. L’Assessore all’Istruzione, Politiche per l’infanzia, Autonomia Scolastica, Rapporti con l’Università del Comune di Modena Adriana Querzè Introduzione Dopo “Ritardo mentale e autismo. Studi, ricerche e proposte operative” un altro volume (anzi due, come abbiamo dovuto constatare al momento di correggere le bozze) raccoglie gli atti di due Congressi CNIS (Coordinamento Nazionale Insegnanti Specializzati), che si sono tenuti a Modena (15-18 marzo 2005 e 16-18 marzo 2006), con notevole successo di partecipazione. È una tradizione trovare nei nostri Congressi un fertile motivo di incontro fra docenti universitari, operatori sociosanitari (AUSL, Comune, Provincia, Associazioni) e scolastici. La varietà dei contributi testimonia la molteplicità di approcci, di cultura, di esperienza operativa e, possiamo dirlo, anche di esperienza nello stendere un articolo da pubblicare.1 Questa è stata la ricchezza dei due congressi (come dei precedenti) e ci è sembrato opportuno che gli Atti lo testimoniassero. Non abbiamo fatto “censure” sia nei confronti di lavori che non ci vedevano concordi, che di scritti ingenui e/o poveri. Abbiamo anche evitato di chiedere agli autori di modificare l’espressione diversamente abili, molto di moda, ma che ci vede molto perplessi sul suo uso.2 Questo è rispetto delle posizioni altrui, pur esprimendo le proprie. Ci sembra compito del lettore considerare ciò che gli interessa: come avviene appunto in un congresso con più sessioni parallele, per cui ciascuno sceglie cosa seguire. I volumi hanno un notevole vantaggio rispetto ai congressi: permettono di seguire contributi appartenenti a sessioni in parallelo. Coerentemente con il titolo, la grande maggioranza dei contributi si riferisce a ricerche (o sintesi di dati di ricerca) o ad esperienze (abilitative, scolastiche, sociali). Il primo contributo, di Mauro Mariotti, è volto a definire quali sono gli elementi cruciali che permettono ad un sistema complesso, come quello che si occupa dell’integrazione scolastica, di funzionare al meglio. Esso evidenzia la necessità di una programmazione, che non si limiti a prendere atto delle richieste episodiche, ma che permetta una gestione mirata e coordinata degli interventi. Seguono vari lavori dedicati a ricerche che hanno coinvolto la grande maggioranza degli allievi certificati in situazione di handicap e cioè quelli con disabilità cognitive. Il contributo di Renzo Vianello evidenzia un fenomeno interessante e cioè quello per cui un ambiente educativo e scolastico arricchito permette prestazioni scolastiche superiori rispetto a quelle che ci si potrebbe attendere dal livello di intelligenza dell’individuo (“surplus rispetto all’età mentale”). Si tratta di un fenomeno raro nel passato (si parlava, viceversa, di “deficit rispetto all’età mentale”), dovuto all’integrazione. Il lavoro di Giulia Fiori, Silvia Lanfranchi, Elena Moalli e Renzo Vianello e quello di Marianna Alesi, Gaetano Rappo e Annamaria Pepi considerano due fra le tante sindromi genetiche causa di ritardo mentale: quella di Cornelia De Lange e quella di Prader-Willi.3 Con il lavoro di Padovani e Gibertoni vengono considerate le problematiche dell’autismo. Anche in questo caso si tratta di disabilità cognitive, per quanto associate ad altri tipi di disturbi relativi alla sfera sociale. Proprio ai profili cognitivi è dedicato il loro lavoro. Una terza categoria di disabilità cognitive è considerata nel lavoro di Scruggs dedicato alle problematiche dell’integrazione scolastica. Dalla lettura si ricava che gli allievi a cui si riferisce dovrebbero essere soprattutto allievi con difficoltà di apprendimento o con funzionamento intellettivo limite (QI fra 71 e 84). Molto interessante è per il pubblico italiano constatare che anche negli Stati Uniti vengono considerate, come da anni in Italia, (vedi i primi volumi di Atti dei Congressi CNIS pubblicati tra il 1980 e il 1990), le problematiche dell’insegnamento differenziato e cooperativo. Alle difficoltà relative agli apprendimenti matematici sono dedicati i contributi di Daniela Lucangeli e di Maria Chiara Passolunghi. Trattandosi delle maggiori esperte italiane del settore ricaviamo dai loro scritti indicazioni scientifiche puntuali e aggiornate. Alle problematiche del ruolo delle famiglie nell’abilitazione dei propri figli sono dedicati i contributi di Santo Di Nuovo, di Serafino Buono, Santina Città, Danila Polizzi. Una intera sessione parallela del Congresso tenuto nel 2006 è stata dedicata alla valutazione e al potenziamento del pensiero. Ampio spazio è stato riservato al Progetto MS. Poiché i test e i materiali relativi sono già pubblicati, nel presente volume si è ritenuto opportuno evitare ripetizioni e inserire viceversa un lavoro originale, volto ad una nuova edizione del test base del progetto e cioè il test Operazioni Logiche e Conservazione (OLC). Il lavoro di Gianna Friso propone un test per la valutazione di una particolare area di competenze, quella relativa alle abilità prassiche (motricità fine, coordinazione oculo-manuale ecc.). Seguono altri contributi (oltre a quello già considerato di Scruggs) dedicati alle problematiche dell’integrazione. Simona de Falco, Giulia Balboni e Paola Venuti valutano come le produzioni grafiche degli allievi permettano di capire quali siano le loro rappresentazioni della disabilità. Silvia Guarnieri e Franca Tani considerano i predittori di una buona partecipazione scolastica. Marta Tremolada e Giovanna Axia4 affrontano il delicato problema dell’integrazione del bambino malato di leucemia. Daniela Beatrici e Lerida Cisotto considerano problematiche connesse con l’integrazione: l’acquisizione dell’italiano da parte di un bambino cinese. Lerida Cisotto e Enrica Polato presentano un percorso didattico finalizzato al potenziamento del lessico al fine di favorire una migliore comprensione di come bambini diversi pensano e giustificano le proprie reazioni cognitive ed emotive agli eventi. Marco Franchini riporta i dati di una prima indagine sulla figura del tutor di studenti di scuola secondaria con disabilità. Si tratta di una interessante realtà che caratterizza vari comuni della regione Emilia Romagna. Con il contributo di Andrea Canevaro su “la tautologia dell’intelligenza” e di Ferruccio Bianchi e Patrizia Farello sulla centralità del progetto di vita si chiude il primo volume. Il secondo è maggiormente centrato sugli aspetti pedagogici e sulle esperienze di abilitazione e di integrazione. Il primo contributo consiste in interessanti documentazioni (a cura di Carlo Vasconi e Mario C. Lanzafame dell’Associazione Famiglie Cerebrolesi di Reggio Emilia). Due contributi sono dedicati ad esperienze di abilitazione in situazione di gruppo. Il primo, di Veronica Ronchetti, Rita Mari, Milena Natali, Grete Pozzetti e Rita Tassi, coinvolge minori con ritardo mentale. Il secondo, di Laura Redeghieri e Elisa Tomei è rivolto a bambini con disturbi di apprendimento. All’integrazione e alla abilitazione delle persone con deficit sensoriali (uditivi e visivi) sono dedicati i contributi di Elisabetta Genovese, di Patrizia Ceccarani, di Alessandra Luppi e Monica Pavarotti, di Simona Vaccari. Essi arricchiscono il volume, dato che la maggioranza degli altri contributi si riferisce alle disabilità cognitive. Seguono vari contributi (di Ciro Ruggerini, Annamaria Dalla Vecchia, Enrico Pupulin, Stefania Vicini, Federica Vezzosi, Furio Lambruschi, Andrea Fontana, Francesca Fontana, Greta Gorrieri, Simona Pedrazzi, Camillo Valgimigli, Francesca Villanti, Daniele Frattini) che nel congresso hanno trovato uno spazio privilegiato in una sessione dedicata a “Narrativa e disabilità”. Dopo i lavori dedicati soprattutto ad esperienze di abilitazione seguono vari scritti concernenti esperienze di integrazione scolastica. Essi sono preceduti da uno scritto di Andrea Canevaro su “La richiesta di qualità dell’intero sistema scolastico. L’integrazione e la presenza normale degli alunni con sindrome di Down” e da uno di Chiara Brescianini su dati europei, nazionali, regionali e provinciali. Alcuni di essi consistono in resoconti di esperienze di integrazione di singoli allievi, come quello relativo a “Scrivi bravo” (a cura di Paola Barbieri, Anna Maria Brenna, Davide Chiappelli, Laura D’Ostuni, Caterina De Carolis, Ilaria Fersini, Marzia Lotta e Lucia Onfiani) o quello di Giovanni Maffullo su un alunno con sordità profonda bilaterale o di Cristiana Sbreghi, Grazia Bosi, Ivana Fraulini, Silvia Bettelli e Simona Crostoni su un bambino al Nido o di Luisa De Angelis su un bambino con disturbo pervasivo dello sviluppo frequentante la scuola dell’infanzia. Altri si riferiscono ad esperienze coinvolgenti più allievi. Si vedano i contributi di Chiara Buzzega, di Roberta Donini e Federica Brembati, di Giulia Lampagnani e Nuccia De Toma. Altri ancora considerano problematiche generali o didattiche specifiche (come quelli di Cristina Monzani sul cambiamento organizzativo scolastico provocato dall’accoglienza di alunni “speciali”, di Valeria Alessio ancora sull’accoglienza, di Ferruccio Bianchi e Patrizia Farello sulla centralità del progetto di vita, di Maria Assunta Barbieri sul coinvolgimento dei compagni, di Paola Bellandi sul bullismo, di Maria Chiara Calabria sull’uso delle opere d’arte per il potenziamento delle abilità visuo-spaziali, di Anna Ranieri sull’arte terapia, di Giuseppina Nicolosi sull’utilizzazione delle fiabe e delle favole, di Vanessa Bozzuffi sul laboratorio narrativo, di Egle Saltini sull’attività motoria). Alla funzione del tutor universitario è dedicato il contributo di Giovanna Gavioli e Giacomo Guaraldi. Il volume si chiude con gli scritti dedicati all’integrazione extrascolastica (lavorativa e sociale). Si vedano gli scritti sull’inserimento lavorativo di Giovanna Gavioli e Giacomo Guaraldi, Bettina Bezzi e Giorgio Masotti, di Silvia Giuliano e Massimo Montorsi. Un esempio di coinvolgimento ai fini dell’integrazione sociale di un Centro di Documentazione e Integrazione per le situazioni di handicap si ha nello scritto di Francesco Ganzaroli e Alessandro Venturini. L’integrazione sociale comporta molte “sfide”, perché molto articolata è la vita sociale. Come garantire il diritto anche alla visita ai Musei? Si veda lo scritto di Alessandro Vescogni, Giacomo Guaraldi e Giovanna Gavioli. Il volume si chiude con il resoconto di progetti ed esperienze molto interessanti sulla formazione alla vita indipendente da parte di Silvia Moniga, Francesca Beschi e Monica Maran.
Con grande piacere concludiamo questa presentazione con i ringraziamenti. La disponibilità, la competenza e la professionalità di Lucia Onfiani e Katia Ferrari di MEMO, non hanno eguali e si sono espresse anche nell’editing e nella correzione delle bozze del volume. Un grazie caloroso va inoltre a tutti i collaboratori di MEMO. Perfetta è stata la collaborazione con gli operatori dell’AUSL di Modena, tra i quali ricordiamo Cristina Cornia. Esemplare è stata la disponibilità di Chiara Brescianini dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Modena. Ulteriori ringraziamenti vanno a chi non è stato citato da noi e non si offende perché sa che la nostra riconoscenza va a tutti quelli che hanno collaborato.
Modena, maggio 2007
Renzo Vianello, Mauro Mariotti e Mauro Serra
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