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Ogni forma di prevenzione mirata richiede innanzitutto la conoscenza delle cause del ritardo mentale e delle sue manifestazioni dirette ed indirette. Ne risulta che lo studio scientifico del ritardo mentale è presupposto ad ogni forma di prevenzione. Molteplici sono le forme e le modalita' di prevenzione. Possiamo, ad esempio, differenziare la prevenzione a seconda che essa sia finalizzata a: - eliminare la causa stessa, e quindi anche le conseguenze (ad esempio evitando l'uso di certi farmaci o l'abuso di alcool ed altre droghe durante la gravidanza), - ridurre gli effetti diretti della causa (come nel caso della fenilchetonuria, in cui una apposita dieta puo' ridurre o addirittura evitare gli effetti negativi del malfunzionamento di un gene situato nel cromosoma 12); - ridurre gli effetti secondari della causa (come avviene quando adeguati interventi educativi e sociali potenziano le capacita' cognitive per permettere, ad esempio, l'apprendimento della lettura e della scrittura o riducono i rischi di disturbi psichiatrici secondari). Un'altra modalita' adeguata di classificazione (quella che noi seguiremo) distingue i vari interventi a seconda del periodo di vita in cui essi avvengono. Abbiamo cosi': - prevenzione prenatale - prevenzione perinatale - prevenzione postnatale. Ad esse abbiamo dedicato apposite sezioni del presente sito. L'articolo 6 della Legge n. 104 del 5 febbraio 1992 (Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate) E' dedicato proprio alla Prevenzione e alla diagnosi precoce. Ad esso rinviamo. Qualora interessi la prevenzione di una particolare sindrome (ad esempio quella di Down o di Williams, o di Prader-Willi o di X fragile) è comunque opportuno consultare anche le schede appositamente dedicate alle singole sindromi.
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